CRESCERE ATTRAVERSO LO SPORT – UNA CHIACCHIERATA IN COMPAGNIA DI BEPPE BERGOMI E SAMUELE ROBBIONI, TRA ESSERE SQUADRA, PASSIONE E FARFALLE NELLO STOMACO

 

Bellissima serata pre-natalizia per i giovani atleti del PGC Cantù e i loro genitori, che riuniti nella Sala Zampese della Cassa Rurale di Cantù hanno avuto l’occasione di conoscere lo Zio più famoso d’Italia, il Campione del Mondo Beppe Bergomi, arrivato a Cantù per presentare il libro dell’autore Adrea Vitali “Bella Zio”.

Il Responsabile del Progetto Giovani Cantù Antonio Munafò ha aperto l’incontro ringraziando i coautori Beppe Bergomi e lo Psicopedagogista Samuele Robbioni, e spiegando a tutti i presenti quale sarebbe stata la missione degli ospiti: parlare di tutti quegli argomenti che interessano da vicino i giovani sportivi, e leggerli attraverso la grande esperienza dello “Zio” come giocatore, allenatore e campione, ma soprattutto come modello a cui aspirare.

Lo Psicopedagogista Samuele Robbioni ha poi presentato il libro, raccontando come è nata l’amicizia con Beppe e l’autore Andrea Vitali, e l’idea di scrivere un libro che parlasse della vita di Bergomi fino ai 18 anni, quindi del Beppe ragazzo e non del Beppe campione del mondo.

Attraverso una piacevole chiacchierata, sono stati tanti gli spunti di riflessione che sono emersi nel corso della serata.

Beppe e Samuele hanno raccontato in primo luogo delle “farfalle nello stomaco”, e di come la tensione sia una componente naturale nello sport. Grazie all’infinità di aneddoti a sua disposizione, Bergomi ha spiegato ai ragazzi che per superare l’ansia bisogna fare affidamento sulla consapevolezza di essersi preparati al meglio per la partita, e che trasformare l’ansia in adrenalina è la carta vincente per affrontare nel modo giusto qualsiasi sfida

Anche essere parte di una squadra è un aspetto fondamentale della vita di uno sportivo. Beppe e Samuele hanno portato l’esempio del giocatore della Nazionale di Pallavolo Giacomo Sintini per spiegare che, quando sei parte di una squadra, le azioni che compi non sono azioni singole e individuali, ma sono sempre giudicate alla luce del gruppo di cui fai parte e che rappresenti.

Un gruppo nel quale è necessario avere rispetto reciproco: si può essere veramente parte di una squadra se si è in grado di togliere qualcosa a sé stessi per dare agli altri. L’essere squadra è un elemento importante per il raggiungimento degli obiettivi, che spesso non sono punti di arrivo, ma un punto di partenza da cui proseguire per crescere e migliorare sempre.

E che sport sarebbe senza passione? La passione va oltre la professionalità, ed è ciò che permette di dare il meglio di se stessi. Bergomi ha spiegato come, secondo lui, sia importante lavorare con passione, perché è l’unico modo per trasmettere a chi sta intorno il valore profondo di quello che facciamo.

Ma quando si gioca, quando ci si impegna, si può anche sbagliare: saper imparare dai propri errori è un elemento fondamentale per la crescita personale, ed è utile per saper uscire dai momenti difficili, come ad esempio una sconfitta.

Per ritornare sulla strada giusta dopo aver sbagliato, è importante avere dei punti fermi: questi punti fermi si chiamano “valori”. Parlando della sua esperienza di capitano, Beppe ha raccontato di come abbia sempre cercato di trasmettere alcuni valori, come il senso di appartenenza, il rispetto reciproco, l’impegno. Lo “Zio” ha spiegato che ha sempre cercato di essere un punto di riferimento per la sua squadra, perché i valori trasmessi nello sport si rispecchiano poi nei valori fondamentali della vita di tutti i giorni.

E, infine, non si può essere sportivi se non si è capaci di accettare il cambiamento. Portando ad esempio il suo passaggio di ruolo da terzino destro a terzino sinistro, Beppe Bergomi ha rassicurato tutti i giovani campioni presenti che il cambiamento non deve essere fonte di scoraggiamento, ma deve essere preso come un punto di partenza per potersi migliorare.

Lo spazio alle domande, gli autografi e le foto di rito con lo “Zio” e con Robbioni hanno quindi chiuso la serata, durante la quale i ragazzi hanno potuto ricevere parole di immensa saggezza dalla viva voce di un mito dello sport italiano e mondiale: parole che conserveranno nel loro cuore e che saranno loro di grande aiuto sempre, in tutti i momenti della loro carriera nel mondo della pallacanestro, ma anche in ogni istante della loro vita di giovani adulti.