UNA BELLA SERATA NEL MONDO DELLA PEDAGOGIA SPORTIVA CON IL DOTTOR ROBBIONI

 

E’ stato un interessante viaggio nel mondo della psicopedagogia sportiva quello proposto dal Dott. Samuele Robbioni a tutti i genitori intervenuti ieri sera presso la “Sala Zampese” della Cassa Rurale di Cantù.

L’incontro, dal titolo “Il ruolo del genitore nello sport: come allenare i nostri figli alle sfide della vita”, è stato il primo degli appuntamenti stagionali del PGC: presto, infatti, verranno organizzati nuovi seminari su svariati temi, dall’alimentazione al cyber-bullismo, tutti caratterizzati dalla partecipazione di docenti o sportivi illustri.

 

La serata è stata introdotta da Antonio Munafò, Responsabile del Progetto Giovani Cantù, che ha voluto sottolineare la grande stima nei confronti del relatore, amico del PGC e apprezzato Psicopedagogista Sportivo.

Anche i rappresentanti dell’Associazione Charturium, tra cui il Presidente Mario Borghi e la Responsabile delle Pubbliche Relazioni Enrica Arnaboldi, hanno voluto salutare tutti i presenti, ricordando l’amicizia che lega l’Associazione al Progetto Giovani Cantù: un’amicizia e un sostegno basati sulla condivisione dei valori di formazione e preparazione allo sport, in un ambiente sano in cui i ragazzi del vivaio possano crescere per essere i campioni di domani.

 

Si è quindi entrati nel vivo dell’incontro. Il Dott. Robbioni ha portato a supporto del suo interessante discorso diversi materiali interattivi, quali slides, video di film conosciuti e anche degli esempi di giochi didattici che i genitori possono fare insieme ai loro figli.

 

Partendo dalla figura di tre sportivi famosi (il calciatore Beppe Bergomi, il pallavolista Giacomo Sintini e l’atleta Alberto Cova), il Dott. Robbioni ha introdotto i tre temi fondamentali della serata: la responsabilità, il senso di appartenenza e il senso intrinseco che viene dato a un obiettivo, sia esso di carattere scolastico, sportivo o di vita. Tutti valori che i genitori dovrebbero imparare a raccontare e a condividere con i propri figli, stando loro accanto ma aiutandoli a trovare quell’autonomia nell’affrontare le difficoltà della vita per consentire loro di crescere nella maniera migliore.

 

Attraverso delle slides molto simpatiche ma esplicative, inoltre, il Dott. Robbioni ha raccontato le “buone regole” che i genitori dovrebbero seguire per rendere l’esperienza sportiva dei propri figli un positivo mezzo di crescita. Tra le regole più importanti, quella di rispettare il ruolo dell’allenatore, condividendo con lui le regole e non giudicandone le scelte davanti ai propri figli, ma anche ricordare di distinguere il risultato dalla prestazione e che i nostri figli hanno il diritto di divertirsi e di non essere a tutti costi dei campioni.

 

La serata è poi proseguita con la visione di alcuni video tratti da film sportivi famosi.

Il discorso tra l’allenatore e l’atleta di “Momenti di Gloria” ha sottolineato l’importanza della consapevolezza: è infatti necessario ragionare con i nostri figli sulle cose che sanno fare bene perché, se li rendiamo consapevoli dei loro talenti, aumenta la loro consapevolezza e i loro limiti diventano piano piano delle aree di miglioramento.

Dal film “L’arte di vincere” scaturisce invece l’insegnamento che basta fare un passo al di fuori della propria comfort zone per scoprire delle potenzialità incredibili. I genitori hanno la grande responsabilità di cambiare atteggiamento nei confronti dei propri ragazzi: far vedere loro le sfide come un’opportunità, non come un problema. Non esistono le opportunità assolute, perché anche una bellissima vittoria porta a una felicità a termine, relativa; l’importante, però, è non dimenticare mai il percorso che si è fatto per raggiungere quell’obiettivo.

L’incontro si è quindi concluso con un ultimo video, questa volta tratto da un fatto veramente accaduto: la gara di Derek Redmond nei 400 metri alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. L’atleta, favorito per la vittoria, è stato infatti costretto a ritirarsi a metà percorso a causa della lacerazione del tendine. La sua grande determinazione, tuttavia, lo ha spinto a rialzarsi e a terminare la corsa, ma non da solo: il padre, scavalcate le transenne, è infatti entrato in pista per sorreggere il figlio fino a pochi metri dal traguardo. Poi, lo ha lasciato andare, per consentirgli di finire da solo la sua gara. E’ l’allegoria di ciò che dovrebbe essere e fare un genitore con il proprio figlio: essere per lui un sostegno nel momento di difficoltà, ma lasciarlo andare in autonomia sulla strada della vita. Ciò che conta è non dimenticare il sentiero percorso insieme, spalla contro spalla, per imparare dalle cadute e dalle gioie condivise, con lo sguardo unito verso il prossimo traguardo.