PATRICK GATTI RACCONTA: “E’ STATA UN’AVVENTURA CHE MI RIMARRA’ NEL CUORE”

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PGC IN NAZIONALE
PATRICK GATTI RACCONTA: “E’ STATA UN’AVVENTURA CHE MI RIMARRA’ NEL CUORE”

E’ appena rientrato dalle vacanze Patrick Gatti, l’ala del PGC anno 2001: meritatissimo per lui il riposo dopo l’impegno con la Nazionale Italiana Under 16. All’Europeo di Pogdorica (Montenegro), gli Azzurri si sono classificati al nono posto, con un bilancio conclusivo di 5 vittorie e 2 sconfitte, arrivate per di più con le finaliste della manifestazione Francia e Montenegro.
Gatti, che nella stagione 2017/2018 sarà in forza all’Under 18 e all’Under 20 Eccellenza, si è fatto valere in tutte le partite disputate, giocando 14 minuti in media per gara e guadagnandosi una valutazione finale plus/minus di 4.1.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Patrick, per chiedergli di raccontarci la sua avventura in azzurro.

Com’è stata questa tua prima esperienza a una manifestazione Europea con la Nazionale?
E’ stata un’avventura non fantastica, ma di più. Dal pre-europeo all’europeo in Montenegro la squadra è cambiata molto: non è stato facile cambiare gioco da una competizione all’altra, eppure siamo riusciti a trovare le giuste dinamiche e un ritmo sul campo che ci ha permesso di fare bene. Sono sicuro che questa esperienza mi rimarrà nel cuore. Certo, sono stati 40 giorni tosti, giorni in cui hai sempre la testa al campo; nonostante questo mi sono trovato benissimo, e ho fatto tantissime nuove amicizie con i miei compagni di squadra, che spero di ritrovare da avversari sul parquet.

Cosa hai pensato la prima volta che sei sceso in campo?
La prima volta che ho indossato la maglia azzurra con il mio cognome e ho sentito il primo inno, mi sono venuti i brividi! Avendo fatto il pre-europeo, però, non ero molto preoccupato di entrare in campo. Ero sicuramente timoroso nei confronti dell’importante arena in cui stavo per mettere piede, ma niente in confronto alla prima partita a Roseto: lì sì che l’emozione si è fatta sentire!

C’è un insegnamento che ti è stato utile e che porterai con te nella nuova stagione al PGC?
Questi giorni con il gruppo della nazionale mi sono serviti sotto molti aspetti, sia dal punto di vista tecnico ma anche e soprattutto da quello mentale. Per carattere non sono un ragazzo tanto tranquillo: il tempo trascorso con i miei compagni nuovi, con i quali non avevo la confidenza che è normale avere con gli amici di tutti i giorni, mi ha insegnato a temperarmi e controllarmi nei momenti più difficili. Ho anche imparato a stare molto più concentrato, sia in allenamento che in partita. Torno a casa da questa esperienza in nazionale con più fiducia in me stesso e nelle mie capacità, una consapevolezza che mi servirà sicuramente durante la stagione sportiva che sta per cominciare.